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Incontinenza urinaria: cause e rimedi

12/05/20

Quando si parla di incontinenza urinaria si indica una perdita involontaria di urina, oggettivamente dimostrata, che costituisce per la persona che ne è soggetta un problema igienico o sociale.

Incontinenza urinaria: cause e rimedi

Quando si parla di incontinenza urinaria si indica una perdita involontaria di urina, oggettivamente dimostrata, che costituisce per la persona che ne è soggetta un problema igienico o sociale.

Cause dell’incontinenza urinaria

Vanno subito sfatate alcune credenze: non si tratta di una normale conseguenza del processo di invecchiamento, e non colpisce solo le donne ma entrambi i sessi, anche se ne sono soggette maggiormente le donne in tutte le fasce d’età: il 20-30% delle donne giovani, il 23-67% delle donne in gravidanza e nel post partum, il 30-40% delle donne adulte (35-55 anni), il 30-50% delle le donne di età avanzata.

La gravidanza è spesso il fattore che maggiormente predispone ad incontinenza urinaria, per lo status ormonale che comporta, per la lassità del tessuto connettivo di sostegno del pavimento pelvico e per il trauma dello stesso dovuto al parto naturale.
Il secondo fattore scatenante è la menopausa; mentre altri fattori comuni possono essere l’obesità e le problematiche respiratorie croniche che comportano tosse cronica (tipica dei fumatori, fibrosi cistica, bpco) per i rapporti che il pavimento pelvico intrattiene con il diaframma e la muscolatura addominale.
L’incontinenza urinaria compare come infine sintomo in diverse patologie neurologiche come la sclerosi multipla, il parkinson, sindromi post-ictali.

I sintomi sono direttamente correlati alla tipologia di incontinenza. Ne riconosciamo tre tipi:

  • incontinenza da sforzo: si manifesta in occasione di aumenti della pressione addominale (colpi di tosse, starnuti, sollevamento pesi, salti, esercizi fisici) e la perdita urinaria varia da lievissima a severa. Questo tipo di incontinenza è particolarmente correlato alla gravidanza, al trauma ostetrico e alle modificazioni pelviche associate alla menopausa e all’età senile.
  • incontinenza da urgenza: consiste in una perdita di urina in seguito a una forte e incontrollabile urgenza minzionale in conseguenza di contrazioni involontarie. La perdita di urina avviene per un’imperiosa necessità minzionale che non permette di arrivare in bagno prima della fuga di urina. Le cause delle contrazioni possono essere neurologiche (sclerosi multipla, esiti di stroke, lesioni midollari), oppure possono derivare da patologie infettive, calcolosi o tumori vescicali, corpi estranei. In molti casi questa iperattività non ha una causa precisamente individuabile.
  • incontinenza mista: si associano i sintomi dell’incontinenza da sforzo e dell’incontinenza da urgenza

Nell’uomo si riscontra incontinenza urinaria maschile per causa iatrogena, ovvero dopo interventi di prostatectomia radicale, più raramente adenomectomia prostatica o resezione endoscopica della prostata oppure ad eziologia traumatica.
Le tipologie sono le stesse che per l’incontinenza urinaria femminile.

Diagnosi e cura dell’incontinenza urinaria

Non si deve partire dal presupposto che è una patologia cui convivere, anzi, se curata in tempo può regredire o mantenersi stabile nei casi più gravi.
Ci si deve rivolgere ad un medico quando i sintomi dell’incontinenza urinaria risultano fastidiosi e interferiscono con le attività quotidiane o obbligano la persona a limitare la propria vita sociale.

La diagnosi viene fatta dal medico specialista in urologia, ma anche dal ginecologico, dall’andrologo (per quanto riguarda l’uomo) e si fonda su un’anamnesi molto accurata, finalizzata e evidenziare tutti i possibili fattori di rischio e a ottenere una dettagliata descrizione dei sintomi (frequenza minzionale, circostanze in cui avviene la perdita, impatto sulla qualità di vita).

Un utile strumento diagnostico è il diario minzionale, cioè la registrazione delle abitudini minzionali della paziente nell’arco di 24 ore, ripetuta per 4-5 giorni.

Il primo approccio terapeutico consiste nella correzione o nell’eliminazione dei fattori di rischio identificati con l’anamnesi (ad esempio, riduzione del peso corporeo, della tosse cronica, eccetera) o dei fattori che possono peggiorare l’incontinenza (atrofia genitale, infezioni delle vie urinarie).

La terapia dovrà essere il più possibile personalizzata sul singolo paziente, e può contare su risorse farmacologiche (per le forme di incontinenza da urgenza) come i farmaci antimuscarinici, oppure su terapie di riabilitazione perineale (per tutti e tre i tipi).

La riabilitazione perineale viene svolta dal fisioterapista laureato e specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico.

La prima seduta sarà valutativa e si compone di colloquio con il paziente e valutazione visiva e palpatoria della zona interessata.

Verrà poi, in accordo con il paziente stilato un programma riabilitativo personalizzato. Importante sarà la frequenza e l’impego (anche domiciliare del paziente).

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